The Village: un modo diverso di fare team bulding

ESM2 Una delle mia attività all’interno delle aziende è quella di condurre momenti di team bulding, un processo che reputo fondamentale per costruire un benessere organizzativo.

Ma quali sono le attività ideali ?

Ho sempre cercato di abbinare due elementi fondamentali nei miei interventi formativi: concretezza ed originalità. Questo perchè credo che tutte le persone coinvolte debbano, da una parte non annoiarsi ma anzi sentirsi pienamente coinvolti per qualcosa di diverso e nuovo, e dall’altra possano, grazie al loro coinvolgimento, apprendere qualcosa di nuovo e utile che li possa far crescere.

Tempo addietro mi sono imbatutto in un progetto sviluppato da Alessandro Rinaldi e Nicola Gaiarin: The village il gioco per lo sviluppo del talento.

Una parola per descriverlo: fantastico ! Uno strumento veramente utile, un social game che permette ai partecipanti di essere immersi in mondo parallelo a quello aziendale dove potersi confrontare prima con se stessi, per scoprirsi, e poi con il gruppo per organizzarsi.

Che cosa permette di fare questo gioco ?

  • riflettere e lavorare sulle tue caratteristiche personali in termini di punti di forza e aree di sviluppo
  • immaginare visioni di crescita per te stesso e gli altri
  • aiutare il gruppo di persone con cui lavori a raggiungere un miglior equilibrio interno
  • facilitare processi di sviluppo sociale in contesti diversi
  • progettare percorsi di sviluppo delle competenze sociali all’interno di un gruppo, un’organizzazione, una comunità
  • lavorare sul potenziale all’interno delle organizzazioni creando sistemi innovativi di selezione e assessment, job & competence evaluation e di valutazione della prestazione
  • usare la componente creativa di The Village per lavorare sullo storytelling organizzativo e creare eventi aziendali coinvolgenti e interattivi.

15 personaggi vivono il villaggio, ognuno con i suoi talenti, punti chiave e difficoltà:

  • il costruttore
  • il cacciatore
  • l’eroe traditore
  • il legislatore
  • l’agricoltore
  • il folle
  • il cuoco
  • il custode del fuoco
  • il capo del villaggio
  • il narratore
  • il mercante
  • il fabbro
  • lo sciamano
  • il guerriero
  • il tessitore

E tu che personaggio sei ? che ruolo hai nella tua azienda ? Sei nel posto giusto ?

…… non ti rimane che scoprirlo !

Simone Poggi
Simone Poggi
Sono Simone Poggi, mi occupo di coaching aziendale e psicologia del lavoro e lo faccio perché mi piace aiutare professionisti, manager e imprenditori a credere nei propri progetti e a volerli raggiungere affrontando con audacia le sfide quotidiane del mondo del lavoro.

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3 Comments

  1. Umberto Campaner ha detto:

    Adoro il gioco in ogni sua forma. Prediligo giochi di logica e rompicapo, di ruolo, di carte (bridge) e di scacchiera. Il gioco per me è una forma di aggregazione e di sana competizione. L’analisi della storia del gioco è cultura e giocare significa allenare la mente.
    Trovo molto interessante la proposta di Simone e, sconvolgendo le regole ed in parte gli obiettivi, cercando di immedesimarmi nei diversi personaggi elencati ho pensato di stilare una classifica decrescente di ciò che mi sento d’essere ed una di ciò che sento non essere.
    questo è ciò che ne emerge, sono:
    il tessitore che crea contatti fra persone affini
    il costruttore di legami fra persone e di sviluppi innovativi
    il cuoco che cuoce idee e le trasforma in fatti
    l’agricoltore che semina, coltiva e raccoglie i frutti del tessuto creato costruendo i legami e cuocendo a fuoco lento le idee
    il narratore che conosce lo storico guardando al futuro
    il folle che si lancia nelle battaglie più importanti per promuovere idee, concetti, atteggiamenti, attività che domani saranno il basic comune
    il fabbro che forgia a suon di maglio le armi necessarie a promuovere il domani
    non sono:
    il cacciatore ma forse il “cercatore” di soluzioni
    il legislatore che detta le regole, ma colui che le discute ascoltando e cercando di vederne i prò ed i contro in modo possibilmente distaccato
    il capo del villaggio, sono capo di me stesso ed ho un profondo rispetto di tutte le persone che mi circondano, non potrei mai essere capo di chicchessia
    lo sciamano con poteri speciali, fatico a curare/seguire me stesso e la mia testa non potrei mai curare/seguire altri
    il mercante capace di vendere, non ho prodotti se non la mia storia, il mio sapere, la mia conoscenza. Questi sono a disposizione di tutti, preferisco metterli a disposizione per far crescere altri
    meno di tutto posso essere l’eroe traditore primo perché non sono un eroe, ma una persona normalissima, secondo perché considero il tradimento la cosa più infima che un uomo possa fare.
    Caro Simone mi sono divertito e grazie al gioco, ho fatto un piccolo esame di coscienza davanti allo specchio. Forse bisognerebbe prendersi più di frequete una pausa di riflessione, ora mi sento bene.
    Grazie Simone

    • Simone Poggi Simone Poggi ha detto:

      Bello leggerti Umberto !

      complimenti, avere la capacità di fermarsi dopo aver letto l’articolo e mettersi “in gioco” per scoprirsi usando un bricciolo ( che poi è un masso metaforicamente parlando) di creatività è una dote importante e costruttiva !
      Ti invito a provare la versione ufficiale e scoprirai tanto altro del tuo SE professionale

      • Umberto Campaner ha detto:

        Da due settimane ho in mano tutta la documentazione che permette di attivare il “gioco”. e allo stato delle cose ancora non sono riuscito a scegliere i miei ruoli. Discutendone anche verbalmente con Simone facevo notare come ogni figura abbia degli aspetti che appartengono al singolo e come, per questo, diventi difficile ritrovarsi in due/tre dei personaggi descritti. Simone, pur spingendomi con suggerimenti concreti a trovare una definizione, giustifica in parte questa difficoltà con il fatto che nella mia attuale posizione aziendale, sono quasi solo e quindi dovendomi occupare di tutto a maggior ragione sento mie buona parte delle figure descritte. Sono certo che con una settimana ancora riuscirò sicuramente ad identificarmi meglio. Il “gioco” è molto bello e molto utile, se affrontato con particolare serietà e a mente aperta, rappresenta un mezzo splendido per una seria e profonda introspezione, capace di esaltare i propri punti di forza facendo emergere comunque i punti di rischio se non proprio i punti di debolezza. Complimenti Simone per la scelta.

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