Vorrei cominciare questo articolo provocandoti con due domande a cui ti chiedo di rispondere sinceramente….

Perchè svolgi il tuo lavoro?
Cosa ti ha spinto a continuare a svolgere la tua mansione  in questi anni ?

Nelle prossime righe voglio affrontare un argomento importante come quello del “contesto lavoro”, o meglio, il motivo per cui svolgiamo la nostra professione, visto che ci occupa buona parte della giornata.

Riprendo alcune frasi che ho sentito dire dai miei clienti come spunto per introdurre l’argomento:

“io lavoro per avere più tempo libero”
“ho voglia di cambiare ma ormai ho una posizione qui in azienda”
“mi piacerebbe fare altro ma lo stipendio che guadagno qui non lo trovo più da nessuna parte”
“Simone abbiamo la stessa filosofia io penso che timerepublik faccia per te”

Partiamo dal POSITIVO:
Che cosa vuol dire lavorare con piacere ?
Vuol dire poter esprimere la propria vocazione e la propria motivazione intrinseca nel sistema simbolico preferito, mettere in campo con soddisfazione personale le proprie potenzialità e crescere giorno dopo giorno allenando il proprio pensiero creativo e le proprie competenze personali. In questa situazione ideale abbiamo la massima espressione di noi stessi, questo non comporta solamente una soddisfazione personale ma anche una soddisfazione del contesto sociale che ci circonda perchè godranno dei frutti del nostro piacere lavorativo.

Prendiamo ora in considerazione gli esempi sopra citati, nei primi tre troviamo dei paradgmi limitanti che stanno bloccando la crescita o il cambiamento in un’area di autodeterminazione (autonomia, relazione, competence); se decidono di cambiare il paradigma limitante con uno nuovo e funzionale potranno anche loro seguire la strada del “lavoro come piacere”.

“io lavoro per avere più tempo libero”, cominciamo con il definire cos’è il tempo libero: possiamo riassumerlo dicendo che il tempo in cui esprimiamo noi stessi con piacere e troviamo soddisfazione in quello che facciamo.
In questo esempio, il nostro amico, identifica il lavoro non come una espressione di se stessi ma come un “mezzo” grazie a cui riceve uno stipendio da poi utilizzare nel tempo libero così da soddisfare i suoi piaceri.
Il paradigma deve cambiare da:
il lavoro come “mezzo” per ricevere uno stipendio
a
il lavoro come “tempo libero” per esprimere me stesso (potenzialità, vocazione e motivazione).

Il secondo e terzo esempio invece presentano due paradigmi limitanti molto forti nella società di oggi, cioè la posizione sociale e la retribuzione economica, in tutti i due i casi abbiamo delle motivazioni estrinseche al lavoro che alla distanza non portano più alla vera soddisfazione personale. In questi casi è importante trovare una motivazione intrinseca nel continuare quel lavoro per ritrovare il piacere di svolgere quella professione (esprimendo le proprie potenzialità) oppure rompere il paradigma decidendo, nel primo caso, di seguire la propria vocazione trovando la soddisfazione non nella posizione sociale acquisita ma nella posizione sociale che si deisdera nel proprio essere; nel secondo caso utilizzare il pensiero creativo per costruire una nuova professione, in linea con i propri desideri e che possa nel futuro essere retribuita alla pari di quanto si guadagna oggi.

Nel titolo dell’articolo ho messo soldi vs piacere e ora vi spiego il perchè: consapevole che i soldi sono “necessari” per vivere nel contesto sociale e vanno considerati come la giusta retribuzione per un lavoro svolto possiamo scoprire come, se una persona lavora con piacere, questo “mezzo” di scambio può tranquillamente passare in secondo piano se non scomparire completamente.

“Simone abbiamo la stessa filosofia io penso che timerepublik faccia per te”
Timerepublik è la versione social della banca del tempo, per chi non lo sapesse la banca del tempo è uno scambio (baratto) di lavoro dove il “mezzo” non è più il denaro ma il tempo accreditato.
Faccio un esempio: se io offro un’ora di coaching guadagno un’ora di tempo, se domani ho bisogno di un grafico che mi faccia un volantino userò l’ora che ho a credito.
Tutto questo cosa vuol dire? Che si può lavorare con piacere anche in assenza di soldi e che se si trova una persona che svolge la propria professione con gioia è più probabile che si otterranno ottimi risultati e ci sarà più soddisfazione sia da parte del professionista sia per i clienti che entreranno in contatto con lui.

Ora riprendi in mano le risposte che hai dato all’inizio……

lavori con piacere?

 

Simone Poggi
Simone Poggi
Sono Simone Poggi, mi occupo di coaching aziendale e psicologia del lavoro e lo faccio perché mi piace aiutare professionisti, manager e imprenditori a credere nei propri progetti e a volerli raggiungere affrontando con audacia le sfide quotidiane del mondo del lavoro.

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4 Comments

  1. Umberto Campaner ha detto:

    Grande Simone questa volta mi hai quasi tolto il sonno. Sono certo che sei ben conscio del fatto che il guadagno è il mio più grande limite. Alla prima domanda ho risposto sinceramente dicendo che lavoro perchè devo raggiungere l’età per il pensionamento. Alla seconda domanda ho risposto altrettanto sinceramente dicendo che sia in passato come dipendente si ora come libero professionista lavoro per il piacere che provo a seguire un settore folle quale quello odontoiatrico. Come ben sai faccio molta fatica a dare un valore monetario a quanto sono in grado di produrre. Tra i pensieri notturni c’è una costante: da una parte mi rendo conto che ho fatto e faccio molte cose che altri non hanno fatto o non fanno, ma subito dopo mi dico che non devo per questo sopravalutarmi e che alla fine faccio quello che ogni altra persona potrebbe fare se solo volesse mettere un minimo di passione in ciò che fa. Quindi il mio lavoro vale ne più ne meno di quanto vale un qualsiasi altro lavoro. A questo punto di norma metto sul piatto della bilancia quanto è stato necessario spendere per avviare l’attività ed i costi fissi attuali. Purtroppo o per fortuna qui intervengono un paio di “scusanti”: “in fondo ho le spalle coperte” (anche se oggi le riserve sono finite), “ho sempre lavorato per multinazionali che mi hanno riconosciuto quanto fatto” (anche il mercato me lo riconoscerà!), Sebbene una vocina poi mi ripeta che questa è la via della rovina, cerco la soluzione nella vendita di qualcosa che mi permetta di rimpinguare le riserve permettendomi di lavorare ancora con piacere. E’ un grande circolo vizioso dal quale non si esce. Credo che sarà il punto di lavoro più importante su cui lavorare da qui in avanti. Sei d’accordo?

  2. Simone Poggi Simone Poggi ha detto:

    Ciao Umberto, non so se essere felice che non hai preso sonno o se invece mi devo preoccupare :-). Il tuo ragionamento fila, mi permetto solo di sottolinearti che avere la capacità di scegliere un lavoro che appassiona è un passo importante ed è proprio questo che fa la differenza tra “vivere” un lavoro che ha un valore personale e fare un lavoro! Credo proprio che l’allenamento più importante sarà quello di uscire dall’attuale zona di comfort su come “vivi la vendita” per scoprire nuovi mondi (magari con il supporto di professionsiti) e dare così uno slancio non solo di tipo passionale ma anche di fatturato. Hai accettato la sfida di cambiare il mondo formativo dell’odontoiatria, ti sei imbattuto sui paradigmi limitanti del settore e dei professionisti che lo compongono, ora non ti resta che capire come rendere più flessibile la tua attività, studiare modelli di comunciazione alternativi e guadagnare, a piccoli passi, quel posizionamento di mercato che ti dia l’autorevolezza necessaria per creare un patto di fiducia con i tuoi futuri clienti

  3. Chupacabras ha detto:

    Ciao, mi chiamo Cinzia ho 47 anni e sono single, sono estetista responsabile di spa,da qualche anno il mio desiderio piu grande e quello di trasferirmi e lavorare alle tenerife. Sto contattando via e-mail hotel della zona ma trovo difficolta di risposta e non so proprio come fare visto che non conosco nessuno in quel luogo. Il mio problema che sono sola e partire cosi a caso non mi piace,se ci fossero altre persone che come me vogliono partire o scambiarci informazioni a riguardo mi farebbe molto piacere. Lascio il mio num.xxxxxxx magari trovo amici o compagni d avventura.Grazie a tutti voi e vi auguro buona vita.

    • Simone Poggi Simone Poggi ha detto:

      Ciao Cinzia, la tua voglia di imprenditorialità all’estero è molto bella ed avventurosa, ti segnalo qui di seguito un sito che ti sarà molto utile e dove troverai tutti i contatti necessari per fare il primo passo e dare il via alla tua attività. http://www.mollotutto.net
      Se hai bisogno sono a tua disposizione.

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