Insieme alla leadership carismatica, quella situazionale  è un modello di leadership molto utilizzato nelle organizzazioni. Ma come funziona la leadership situazionale ?

Cos’è la leadership situazionale:

Il modello è stato creato da Kenneth Blanchard e Paul Hersey e sostiene che i manager devono usare stili di leadership diversi a seconda della situazione. Per fare questo bisogna innanzitutto analizzare i bisogni delle persone coinvolte nella situazione in cui ci si trova e utilizzare quindi lo stile di leadership più adatto.

Come valutiamo quali stili di leadership situazionale utilizzare:

gli stili di leadership vengono scelti in base alla preparazione del collaboratore, che viene misurata dai seguenti due fattori:

  1. Capacità: conoscenze, esperienze e competenze;
  2. Motivazione: fiducia, interesse, dedizione, sicurezza e desideri sia individuali che di gruppo.

I livelli di preparazione sono quindi il risultato di diverse combinazioni di capacità e motivazione. Ecco la  tabella che riassume i livelli possibili:

Q1: Poco capaci e poco motivati.

A questo livello gli individui hanno bisogno di acquisire conoscenze e competenze che consentono l’esecuzione della missione. Non hanno mai eseguito un compito analogo, non sanno gestirlo e non provano interesse o desiderio di imparare. Sono di certo le persone più difficili da gestire, che dovrebbero svolgere un altro lavoro.

Q2: Poco capaci e molto motivati.

Le persone non sono adeguatamente formate per svolgere il loro compito. Tuttavia possiedono un livello di motivazione tale che riescono a compiere il massimo sforzo per soddisfarne i requisiti.

Q3: Molto capaci e poco motivati.

I soggetti in questione possiedono competenze e conoscenze necessarie per svolgere il lavoro. In ogni caso manca la volontà necessaria per la sua attuazione, si sentono insicuri e poco fiduciosi per far fronte ai propri doveri.

Q4: Molto capaci e molto motivati.

Gli individui sono in grado di operare senza problemi e possiedono la volontà necessaria per raggiungere gli obiettivi prefissati.

In base alle 4 situazioni sopra descritte Blanchard e Hersey hanno caratterizzato lo stile di leadership in termini di quantità di direzione e di supporto che il leader dà ai suoi collaboratori. Qui di seguito puoi vedere i 4 tipi di leadership situazionale che vengono usati in base al quadrante di riferimento:

S1 – DIRIGERE – Alto orientamento ai compiti, basso orientamento alle relazioni – i leader definiscono i ruoli e le mansioni “dei collaboratori„ e li controllano molto attentamente. Le decisioni sono prese dal leader e sono poi annunciate, in modo che la comunicazione è in gran parte unidirezionale. Per persone che mancano della competenza adeguata ma sono entusiaste e impegnate. Essi hanno bisogno di direzione e controllo per iniziare.

S2 – ADDESTRARE – Alto orientamento ai compiti, alto orientamento alle relazioni – il leader ancora definisce i ruoli e le mansioni, ma cerca idee e suggerimenti dai collaboratori. Le decisioni rimangono una prerogativa del leader, ma la comunicazione è molto più bidirezionale. Per gente che ha una certa competenza ma manca dell’impegno adeguato. Essi hanno bisogno di direzione e controllo perché sono ancora relativamente inesperti. Inoltre hanno bisogno di supporto ed elogi per accrescere la loro autostima e partecipare nel processo decisionale per ristabilire il loro impegno.

S3 – SOSTENERE – Basso orientamento ai compiti, alto orientamento alle relazioni – i leader passa le decisioni giornaliere, quali la ripartizione delle operazione e dei processi, ai collaboratori. Il leader facilita e partecipa alle decisioni, ma il controllo è dei collaboratori. Per gente che ha competenza, ma manca di sicurezza e motivazione. Essi non hanno bisogno di molta direzione a causa delle loro abilità, ma un supporto è necessario per sostenere la loro sicurezza personale e la loro motivazione.

S4 – DELEGARE – Basso orientamento ai compiti, basso orientamento alle relazioni – i leader sono coinvolti nelle decisioni e nella risoluzione dei problemi, ma il controllo è nelle mani dei collaboratori. Essi decidono quando e come il leader parteciperà. Per gente che ha sia competenze notevoli che un forte senso di maturità ed impegno. Essi sono in grado di lavorare su un progetto da soli con poco controllo e poco supporto.

Fasi della Leadership Situazionale.

Processo

1) Fare una descrizione per ogni collaboratore, delle sue mansioni

2) Valutare il collaboratore su ogni operazione (Q1… Q4)

3) Decidere lo stile di leadership (gestione) per l’operazione (S1… S4)

4) Discutere la situazione con il collaboratore

5) Fare un programma congiunto e soprattutto condiviso con il collaboratore

6) Seguire il processo, controllare e correggere

Per ottenere maggiori risultati è importante abbinare allo stile di leadership situazionale quella trasformazionale.

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Simone Poggi
Simone Poggi
Sono Simone Poggi, mi occupo di coaching aziendale e psicologia del lavoro e lo faccio perché mi piace aiutare professionisti, manager e imprenditori a credere nei propri progetti e a volerli raggiungere affrontando con audacia le sfide quotidiane del mondo del lavoro.

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