Una delle mie più grandi passioni è l’improvvisazione teatrale, un momento di svago ma allo stesso tempo anche di allenamento di una delle qualità più importanti che abbiamo: il pensiero creativo. Finito l’allenamento non può mancare una bella chiacchierata davanti ad un bicchiere, seduti al tavolo del nostro “solito pub”. Si parla del più e del meno, si passa da concetti seri a quelli più deliranti :-). Ma l’altra sera è stato toccato un argomento molto interessante: quello del lavoro, così ho deciso di riportare i miei pensieri qui in un articolo del blog.
Si è cominciato mettendo a fuoco una professione di un mio compagno di avventura che è farmacista, gli si chiedeva qual’è il bello del suo lavoro, se fa “pozioni magiche” 🙂 e si sottolineava quante competenze importanti richiede il suo ruolo.
La sua risposta (pur facendoci notare quante competenze tecniche ha nel suo bagaglio personale) è stata invece di un lavoro monotono, senza particolari stimoli, diciamo abbastanza di routine.
La discussione così si è allargata, si valutava se esistono lavori più o meno stimolanti, chi fa l’attore è più contento di chi fa il muratore? Un’altra compagna di avventure sottolinea che magari anche l’attore a furia di ripetere sempre la stessa parte a teatro potrebbe trovare noioso e ripetitivo il suo lavoro.

Dove sta la risposta per trovare una soluzione a questo dilemma?
La risposta sta nel mettere a fuoco 3 fattori fondamentali della nostra vita:

  • motivazione intrinseca
  • vocazione
  • potenzilaità

La prima è il motore che ci spinge ad agire ed è la passione che possiamo mettere tutti i giorni nel lavoro che facciamo. Molto spesso ci focalizziamo sulle motivazioni estrinsiche come quanto guadagno, come vengo visto dal capo oppure decido di fare  un lavoro che viene riconosciuto a livello sociale come di prestigio; ma tutte queste scelte sono estranee a noi, non nascono dalla nostra passione di metterci in gioco e prima o poi si spengono.
Ma la passione può nascere solo se c’è una vocazione, la vocazione è il nostro perchè siamo nella società, per esempio la mia vocazione è far si che le persone si sentano bene con se stesse e siano sorridenti, contente della vita che fanno. La vocazione può essere messe in pratica sempre e non solo nell’ambito lavorativo. Recitare in  uno spettacolo di improvvisazione teatrale mi permette di donare un’ora di sorrisi a chi mi viene a vedere.
Tornando al mondo lavorativo se hai la possilbità di scegliere anche il sistema simbolico di riferimento (è il luogo dove vuoi esprimere la tua vocazione) allora avrai il massimo; ma se in questo momento non puoi cambiare lavoro e devi mantenere quello che hai  (sistema simbolico obbligato) allora devi capire come poter esprimere la tua vocazione in quel contesto.
A titolo di esempio puramente didattico potrei  scrivere che il farmacista, non felice del suo lavoro, che ha una vocazione uguale alla mia (donare un sorriso sincero alle persone) potrebbe trovare soddisfazione nel donare vera attenzione ai propri clienti.
La domanda è: si ma come? come faccio tutti i giorni a capire come pormi per soddisfare i miei clienti?
Con le tue potenzialità, se il farmacista avesse come potenzialità l’amore per il sapere e la gentilezza sarà in grado di rassicurare i clienti spiegando con attenzione sincera i dettagli di una medicina, o potrà rispondere con accuratezza ai dubbi dei clienti, tutto nella massima serenità e gioia inquanto tutto quello che fa rispecchia la sua motivazione intrinseca, la sua vocazione e le sue potenzialità.  E’  realmente felice di farlo e trasmettee questa felicità ai suoi clienti.

Ora il bello del gioco sta nel trovare la propria motivazione intrinseca (che può essere eccellenza, potere o affiliazione), la propria vocazione e le proprie potenzialità……. se non hai un coach che ti aiuta non è un problema, ti do un consiglio:
Prendi come riferimento il tuo hobby, la tua passione, quello che più ti piace fare (esempio il farmacista potrebbe avere la passione della fotografia) e scrivi su un foglio una presentazione di quello che fai, come lo fai  e il motivo che ti spinge a farlo. Li dentro troverai tutto quello che ti serve: motivazione – vocazione – potenzialità

Buon lavoro 🙂

Simone Poggi
Simone Poggi
Sono Simone Poggi, mi occupo di coaching aziendale e psicologia del lavoro e lo faccio perché mi piace aiutare professionisti, manager e imprenditori a credere nei propri progetti e a volerli raggiungere affrontando con audacia le sfide quotidiane del mondo del lavoro.

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